mercoledì 28 agosto 2019

Eredi Eredi Bertè ?

una dinastia che non si smaltisce mai ?

Torna alla ribalta la vicenda Eredi Bertè, nata dall'incendio del 2017 della loro discarica privata e fuori norma. Incendio mai veramente sopito in quanto oggetto di lentezza burocratica - con conseguenti polemiche - per quasi due anni, ma ora ravvivato da notizie fresche e piccanti.

A fine agosto 2019 compare infatti sui media un interessate documento redatto dallo studio legale Zanuttigh, che inizia così: "La Associazione Futuro Sostenibile in Lomellina ci incarica di intervenire per suo conto e nome su alcuni aspetti della vicenda Eredi Bertè, solo adombrati dalla stampa che di recente se ne è nuovamente occupata, spinta tra l’altro, dal Fallimento in data 2 luglio della Eredi di Bertè Antonio S.r.l.".
Il testo completo, che vi invitiamo a leggere in quanto estremamente chiaro e scevro da tecnicismi, è reperibile in rete, ad esempio su vercellioggi.it, su  futuro sostenibile in lomellina, nonché commentata da attenti osservatori, ad es. ilnuovolomellino.it.

Il dato più rilevante della relazione è il seguente: i "lavori di risanamento" risultano affidati alla Eco Delphi srl, società che appare intimamente legata alla Eredi Bertè, sebbene attraverso intrecci di quote di proprietà ed incarichi di responsabilità (certamente poco leggibili da un osservatore superficiale, ma lampanti per un addetto ai lavori e infatti ben spiegati nella relazione).

In aggiunta a questo, risulta che la Eco Delphi s.r.l :
  • non ha competenze in materia di ecologia e smaltimento
  • fu prontamente coinvolta già nelle operazioni di spegnimento dell'incendio
  • dal 2017 viene incaricata dal Comune tramite assegnamenti inferiori a 40M euro e quindi senza gara
  • è rimasta "dormiente" per anni e "risvegliata" dopo l'incendio
In questa vicenda, il sindaco di Mortara Facchinotti risulta stranamente ignaro di numerosi dettagli: oltre ad non aver notato gli evidenti interessi incrociati, pare sottovalutare il fatto che le spese di bonifica non saranno rimborsate dalle assicurazioni (dati i gravi difetti di rispetto delle norme) e neppure dal Comune (in quanto - si dice - non risultano "pericoli" per la comunità).

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