martedì 16 aprile 2013

Ambiente nei dintorni: I Tigli di Sforzesca


Lettera del Presidente Plinio Chiesa all'Informatore

Egr. Direttore Mario Pacali,

Ci risiamo; per l'Amministrazione comunale di Vigevano bisognerebbe coniare una nuova definizione: "dendrofobia"!
Dopo lo scempio assolutamente ingiustificato dei platani secolari del De Rodolfi, del bagolaro plurisecolare dei giardinetti di c.so Novara e dell'ancor più antico castagno dei Piccolini, ora è la volta dei tigli della Sforzesca!

Un gruppo di Dodici alberi splendidi, visibili da chilometri di distanza, abbattuti, come i platani del De Rodolfi, semplicemente perché davano fastidio a qualcuno: foglie nelle grondaie, qualche ramo rotto dal vento o dalla neve, necessità di ripulire... oppure possiamo credere alla storiella che fossero tutti e 12 (e contemporaneamente!) così malati e pericolosi da rendersi necessario rimuoverli!

E' vero che un paio di anni fa uno di essi si era schiantato, ma da qui a giustificare tale scempio ce ne corre! Anche perché, dalle foto pubblicate, i tronchi tagliati sembrerebbero sani e testimoni confermano che solo 2 presentassero porzioni cave o cariate.
E qui, perdonatemi, ma sono costretto ad aprire una parentesi: noto che, in Italia, è opinione condivisa da molti addetti del settore (anche dell'agronomo che ha avvallato tale scempio, evidentemente) che gli alberi cavi siano pericolosi in quanto instabili; ma ciò si basa più su un retaggio culturale ottocentesco che sull'evidenza scientifica.
A dimostrazione, si può citare che, ad esempio, in occasione della più grave tempesta mai registrata nel Sud-Est dell'Inghilterra, the Great Storm del 15 ottobre 1987, in cui si registrarono 18 vittime, 5 milioni di persone rimaste senza energia elettrica e più di 15 milioni di alberi abbattuti, una parte consistente degli alberi sopravvissuti era costituita proprio da alberi cavi: addirittura su 800 faggi cavi censiti da un appassionato, nessuno era rimasto schiantato.

Nei paesi più progrediti nella conservazione (e in molti altri settori...), invece, i vecchi alberi cavi sono considerati particolarmente preziosi, non solo per l'elevato valore ecologico come rifugio e dimora di decine di specie animali, ma anche per il loro valore storico e paesaggistico (giusto per limitarci ai tigli, ad esempio, quelli piantati davanti a praticamente ad ogni municipio di Francia in occasione della rivoluzione francese, o il tiglio cavo di Macugnaga di 700 anni, geograficamente italiano ma, fortunatamente per lui, nato e cresciuto nella cultura Walser...).

Ma, del resto, che rispetto possiamo aspettarci nei confronti degli alberi e della loro funzione ecologica e paesaggistica da parte di un'Amministrazione che ne mostra così poco nei confronti dei bambini delle proprie scuole?

E a proposito di voi bambini della Sforzesca che avrete la fortuna di giocare col sole che picchia in testa nel bel giardinetto che verrà, forse, realizzato lì dove son stati tagliati i tigli; non dovete preoccuparvi, dato che l'ingegner Mascherpa ha assicurato che dei nuovi alberi saranno presto piantumati: dovete solo aver pazienza, che, quando avrete l'età dei vostri nonni, forse, saranno cresciuti delle stesse dimensioni di quelli abbattuti.

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