sabato 1 settembre 2012

COMUNICATO STAMPA "La Centrale nel Parco di cui nessuno parla"


Vigevano, 30 Luglio 2012

Vigevano Sostenibile segnala la preoccupante situazione che si sta verificando in Via Gambolina, ad un passo dal centro cittadino, per la nuova a centrale a biogas (Centrale FRI-EL Montana) che si sta costruendo nel cuore del Parco del Ticino, in una zona che i vigevanesi solitamente frequentano a piedi o in bicicletta per fare del salutare movimento o per raggiungere il Fiume.

Nell’ aprile 2012 la Consulta per l'Ambiente del Comune di Vigevano ha espresso tutte le criticità dell’impianto e le varie associazioni che fanno parte della consulta hanno formulato una serie di quesiti a cui a tutt’oggi non è pervenuta alcuna risposta. Nonostante tale parere interlocutorio negativo e le richieste di precisazioni, i lavori proseguono come se nulla fosse, come testimoniato dalle fotografie allegate.

Si tratta di un progetto di impianto a biogas (999 kW) per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, che in linea di principio dovrebbe essere tra quelli meno impattanti come tipologia; tuttavia sono emersi diversi quesiti relativi alle emissioni, alla materia prima utilizzata ed all’impatto paesaggistico.
Già solo analizzando il contesto di Vigevano e dintorni, con sforamenti continui ai limiti di legge delle polveri sottili e degli NOx, si potrebbe desumere che non bisogna aumentare seppur di poco gli inquinanti nell’aria, ma semmai ridurli. I dati della nuova centrale parlano invece di emissioni non certo trascurabili:
circa 14 tonnellate all’anno di monossido di carbonio (CO), altrettante circa tonnellate all’anno di inquinanti azotati (NOx) e 0,03 tonnellate all’anno di polveri.
La materia prima che verrà utilizzata per il funzionamento del digestore è il mais (in quantità fino a 15.000 tonnellate annue); questa scelta appare quanto mai contraria al buon senso e moralmente discutibile, in quanto vengono utilizzati per produrre energia elettrica colture normalmente dedicate alla produzione alimentare.
L’impatto paesaggistico risulta rilevante, viene infatti occupata una superficie di circa 17.000 metri quadrati. Di questi oltre 10.000, cioè più di un ettaro, sono stati impermeabilizzati, mentre erano campi coltivati. Inoltre, la costruzione prevista al bordo del ciglio di terrazzo (l’impianto sarà visibile dalla Valle del
Ticino) rovinerà di fatto il paesaggio che risulterà definitivamente compromesso.
Riguardo alle osservazioni specifiche, Vigevano Sostenibile ha chiesto un controllo delle emissioni (tramite monitoraggio in continuo) e l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili per il loro abbattimento, e che venisse dichiarato quanto potesse essere ridotta (con un catalizzatore o altro) l’emissione di CO ed
NOx.

A questa ed altre osservazioni non è ancora giunta risposta, nessuno ne parla, ma com’è possibile vedere dalle foto allegate, i lavori continuano..

Vigevano, 30 Luglio 2012

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