lunedì 24 novembre 2008

COME UNA FABBRICA

E’ veramente imbarazzante il disperato tentativo della giunta comunale di tranquillizzare la popolazione sugli effetti nefasti della centrale grazie all’annunciata riduzione del livello di emissione rispetto a quanto previsto dall’autorizzazione rilasciata: il vicesindaco Merlo proclama “adesso la centrale non farà più paura” e l’assessore Mairate rincara: “le limitazioni degli impatti ne renderanno le emissioni non superiori a quelle di qualsiasi altra fabbrica sul territorio». Perché anche senza andar lontano e ricordare i 20000 morti della Union Carbide di Bhopal in India, ne abbiamo tanti anche in Italia, e vicini a noi, di esempi di “fabbriche sul territorio” che ci hanno lasciato dei bei regali: l’Icmesa di Seveso o “meglio” ancora la Eternit di Casale con già più di mille morti all’attivo (ma il picco è previsto per il 2015) e che vale la pena di ricordare se non altro perché fino alla messa al bando dell’eternit avvenuta nel ’92 la sua attività era perfettamente legale nonostante ne fosse stata già dimostrata la pericolosità (tutto ciò non vi ricorda qualcosa?).

Ma non vorremmo fare del terrorismo citando solo gli esempi più eclatanti o gli incidenti più tragici; ci sono anche tante “fabbriche sul territorio” in piena attività che apparentemente non fanno danni.

Ad esempio, a Novara c’è un’azienda che si chiama Radici Chimica spa che - guarda alle volte le coincidenze! - fa parte del gruppo Radici, lo stesso che con un’altro dei suoi rami vorrebbe costruire la centrale a Vigevano. Ebbene, questa industria è stata inserita dalla Commissione Europea nell’ultima edizione (del 2006) del rapporto EPER (European Pollutant Emission Register), una sorta di “lista nera” che individua le aziende che da sole producono più del 10 per cento delle emissioni totali rilevate in Europa per una determinata categoria di inquinanti. Fra esse figurano solamente 10 società italiane, ed ai primi posti, appunto, la Radici Chimica spa che da sola sarebbe responsabile del 17,6 per cento del totale delle emissioni a livello europeo del famigerato protossido di azoto.

Quanto al discorso – ormai ripetuto come un vuoto ritornello da tutte le forze di maggioranza nonché dai vertici ASM - che per fortuna la centrale la costruiamo noi qui a Vigevano perché sennò ce la farebbero, ed anzi ce ne stanno già facendo, in qualche comune confinante senza nessuna garanzia di controllo da parte di un ente pubblico, vorremmo invitare a non prendere in giro la gente. Infatti sono proprio le stesse forze di maggioranza che hanno autorizzato a livello provinciale la costruzione di tutti questi impianti, ben 4 nel raggio di 10 km e che sorgerebbero in una zona già fortemente inquinata come dimostrato dal superamento quasi quotidiano dei limiti di legge evidenziato dai rilevamenti delle centraline di Parona !

E se oggi mostrano preoccupazione al riguardo avrebbero potuto, e anzi dovuto, se non bocciarne i progetti per lo meno sottoporli all’iter della Valutazione di Impatto Ambientale. E comunque, lasciamo giudicare ai cittadini se un ente pubblico come ASM che è socio al 51% nel progetto di costruzione e gestione di questa centrale (e il cui presidente, Dario Invernizzi, è anche assessore alla Provincia di Pavia che l’ha approvata!) sia un soggetto credibile come garante delle emissioni in atmosfera della centrale stessa!

Per finire una precisazione: questo annuncio di voler limitare le emissioni non deriva da una reale preoccupazione per la nostra salute o per l’ambiente. Alla meglio è frutto delle notevoli pressioni del Coordinamento anche grazie al grande seguito e favore che l’opinione pubblica sta dimostrando ed esercitando sull’amministrazione; alla peggio, e più probabilmente, è solo una conseguenza dell’imminente approvazione di una legge regionale più restrittiva sui livelli di emissioni che costringerebbe la revisione della centrale in corso d’opera o ad opera conclusa con notevole aggravio di costi e relative polemiche.

Questa centrale è chiaramente per tutte le persone di buonsenso una scelta industriale e sociale assurda e lo sarà anche con tutti i filtri e le dichiarazioni di garanzia di controllo delle nostre amministrazioni comunale e provinciale.

Altri dieci validi motivi ci impongono di dire NO a questo impianto e SI ad una scelta energetica più intelligente, virtuosa e lungimirante per il nostro territorio e per il pianeta terra; tra questi possiamo evidenziare: dubbia scelta economica per il futuro, scelta tecnica obsoleta, mancato investimento in fonti veramente rinnovabili e a costo zero, danno di immagine ed economico per l’agricoltura lomellina e turistico per Vigevano, ritorno occupazionale minimo rispetto ad un programma di investimenti nel fotovoltaico, deforestazione, aumento effetto serra, aumento prezzo cereali causato dai biocombustibili, aumento della fame nel mondo, ecc..

Pertanto invitiamo tutti i cittadini a partecipare numerosi al consiglio comunale di giovedì 27 sera così come alla manifestazione in piazza ducale di sabato 29 per unirsi alla nostra civile ed educata, ma ferma e decisa opposizione a questa assurda centrale diesel.

Il Comitato Vigevanosostenibile

1 commenti:

Davide 25 novembre 2008 14:16  

stampata e sistemata nella bacheca aziendale

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