sabato 16 settembre 2017

Manifestazione Mortara Sabato 16 Settembre 2017 - #Ora Basta

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venerdì 28 aprile 2017

Un pensiero per GianPaolo

La mia conoscenza di GP è recente. Certamente molti meglio di me
potrebbero ricordarlo. Ma cercando di interpretare i sentimenti di
altri associati di SLOW FOOD e di Vigevano Sostenibile, cercherò di
scrivere due parole, consapevole che sono inadeguate a tanta perdita.
Inaccettabile, come tutte le morti, ma soprattutto per lui che aveva
ancora così tanta intelligenza ed energia da spendere per migliorare
la società.
Anche perché è stata una morte così rapida, e con lui ancora così
presente a se stesso e lucido, ma probabilmente anche il suo scegliere
come morire e come organizzare personalmente il commiato funebre è
stato un esempio supremo di autoaffermazione.
Cosa dire ai familiari? Non saranno poche parole a lenire il loro
dolore, ma ricordiamo che la morte può essere interpretata come un
lungo sonno, senza più affanni, oppure, come dicono alcuni, un
mutamento e una migrazione da quaggiù a un altro luogo, dove tutti ci
reincontreremo.
Così per lui c’è stata e per Carla, Lara e Marzia ci sarà ancora a
consolazione la consapevolezza che i figli e i nipoti sono ponti tra
la mortalità e l’immortalità, tra la vita dell’individuo orribilmente
breve e la durata lunghissima della famiglia (della stirpe).
Nelle troppo poche occasioni che ho avuto di lavorare con Gian Paolo,
ricordando gli amici già scomparsi, si diceva che con la morte di
ognuno scompare un mondo, una cosa che vale soprattutto per lui.
Il suo mondo è impossibile da riassumere. La sua passione per la
politica, per l’ambiente, per il cibo e l’agricoltura di qualità
(ricordiamo il Convivio), per l’orto, per i nipoti. La passione che
l’aveva conquistato a insegnare ai ragazzi, anche in inglese e la sua
conoscenza del dialetto e della cultura contadina. Quanti modi di dire
dialettali gli venivano fuori spontaneamente nel dialogare, e quante
conoscenze di cultura materiale contadina, a cui però sapeva abbinare
una vasta cultura scientifica, come si vedrà nel video. Mi ricordo che
ci ammoniva sempre, anche nelle slide per le scuole di citare le fonti
dei dati.
A noi restano molti dei suoi consigli e delle sue idee, oltre
naturalmente l’incredulità di non vederlo più assieme a noi.
Voglio concludere con l’espressione con cui mi aveva risposto ancora
la scorsa settimana a un SMS: “Grazie fratello”…. Grazie a te fratello
Gianpaolo.
m.

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Glossario ecologico - A cura di Vigevano Sostenibile


Di seguito il link al documento preparato dal prof. Marco Savini di Vigevano Sostenibile e da altri VSsini impenitenti!

Consultare un glossario è come leggere un romanzo storico (che però guarda al futuro). Prova a scorrerlo senza uno scopo preciso. Si fanno incontri inattesi tra parola e scienza, tra lingua cultura e società. Vai alla lettera S e trovi il concetto, oggi abusato, di sostenibilità, vai alla B e trovi biodiversità, un calco linguistico dall’inglese che forse avrebbe dovuto chiamarsi “biovarietà”, così come i limiti dello sviluppo (limits of growth), doveva tradursi “limiti alla crescita”, perché “crescita” è un aumento “quantitativo”, mentre “sviluppo” è un miglioramento “qualitativo”. Vai alla C e trovi circolazione termoalina che anche noi non conoscevamo e speriamo non diventi come lo scioglimento del permafrost oggetto di articoli allarmati sulla stampa futura. Perché, l’abbiamo riscoperto, i tempi dell’uomo non sono i tempi della natura...

Link al file pdf scaricabile (copiare e incollare nel proprio browser)
"https://drive.google.com/open?id=0B0f_KpZZGnPDTnh5aUNDZVl1cDA"

Bibliografia minima
Franco Berrino, Il cibo dell’uomo, Milano, Franco Angeli, 2015
Lester R. Brown, Economia e ambiente: la sfida del terzo millennio, Bologna, EMI, 2005
Marcello Buiatti, Le biotecnologie, Bologna, Il Mulino, 2001
Guido Chelazzi, L’impronta originale. Storia naturale della colpa ecologica, Torino, Einaudi, 2013
Barry Commoner, Il cerchio da chiudere, Milano, Garzanti, 1972-1986
Papa Francesco, Laudato si’. Lettera enciclica sulla cura della casa comune, Città del Vaticano, Libreria editrice vaticana, 2015
MIT, I limiti dello sviluppo, Milano, Mondadori, 1974-2006
Luca Mercalli, Prepariamoci, Milano, Chiarelettere, 2013
Antonio Navarra, Andrea Pinchera, Il clima, Bari, Laterza, 2002
Carlo Petrini, Terra madre, Firenze, Giunti, 2009
Enzo Tiezzi, Tempi storici, tempi biologici, Milano, Garzanti, 1984-1987
Mario Tozzi, Il grande libro della Terra, Novara, De Agostini, 2008
Guido Viale, La civiltà del riuso: riparare, riutilizzare, ridurre, Roma, Bari, Laterza, 2011
Edward O. Wilson, La diversità della vita, Milano, Rizzoli, 2009
Worldwatch Institute, Rapporto sul nostro pianeta, Torino, Petrini, annuale.

Più una discreta quantità di articoli e siti la cui citazione completa è improponibile.

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domenica 15 marzo 2015

San Dionigi Conferenze di Vigevano Sostenibile del 21 e 23/3/2015 con mostra il 22/3


Vigevano Sostenibile organizza un ciclo di conferenze ed esposizione sul "Verde Pubblico", di seguito il programma:

- sabato 21/3 dalle 10,00 alle 13,00 conferenza
- sabato 21/3 pomeriggio apertura auditorium in orari normali con esposizione della mostra
- domenica 22/3 apertura auditorium in orari normali con esposizione della mostra
- lunedì 23/3 dalle 20,30 apertura per conferenza

- sabato 28/3 dalle 10,00 alle 13,00 conferenza
- sabato 28/3 pomeriggio apertura auditorium in orari normali con esposizione della mostra
- domenica 29/3 apertura auditorium in orari normali con esposizione della mostra

Sono invitati tutti i cittadini, amministratori e candidati sindaco.

Partecipate numerosi!

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sabato 24 gennaio 2015

Sabato 24 gennaio 2015 primo Convivio Sostenibile!

Vigevano Sistenibile, GAS e Slow Food organizzano il 1° CONVIVIO Sostenibile per sabato sera 24 Gennaio 2015 alle ore 20,00 presso la Casetta degli Alpini a Vigevano in via Caldara (Traversa di corso Genova).

Il 1° CONVIVIO Sostenibile ha per tema e menù: “Il valore del Maiale nella famiglia contadina nel secolo scorso”.

Nella serata è previsto un intervento sulla “Biodiversità che muore e sul il Clima impazzito” a cura del Dott. Plino Chiesa e del Prof. Marco Savini.

Ad allietare i presenti musiche e “Canzoni Meneghine d’Autore e d’Alta Guardia”, presentate dal M° Fedele D’Alessandro.

Questi Convivi, sono un piacevole e gustoso compendio del Corso di Ecologia Quotidiana che nel frattempo prosegue nelle scuole vigevanesi e lomelline.

L’invito è aperto a tutti i VSsini, agli iscritti di Slow Food e del GAS Fiume Azzurro con parenti e amici.



Le successive serate conviviali (salvo modifiche possibili..) avranno come tema:

- L'orto invernale (zucca, verza, patata etc.) sabato 28 febbraio

ENERGIA-ECONOMIA

- La stalla lomellina (latte, formaggi, trippa etc.) sabato 28 marzo

ACQUA-ARIA-TERRA

- i campi e il pollaio (uova, asparagi, erbette, etc) sabato 9 maggio

RIFIUTI- RICICLO-RISPARMIO

- il fiume e il fontanile (il pesce d'acqua dolce) sabato 6 giugno

CIBO-SALUTE-STILE DI VITA

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sabato 4 ottobre 2014

Giovedì 9 ottobre incontro pubblico a Parona con Enzo Favoino sul tema "RIFIUTI ZERO"



Il Comitato Salute e Ambiente di Parona organizza per giovedì 9 ottobre un incontro pubblico con il Dott. Enzo Favoino, specialista in progettazione e ottimizzazione dei sistemi di raccolta differenziata e in sistemi dedicati al trattamento e alla valorizzazione degli scarti organici.

L’evento avrà luogo alle ore 21,00 presso l’Aula Consiliare del Comune di Parona (Piazza Signorelli, 1) e verterà sul tema “RIFIUTI ZERO: la visione globale, la pratica locale e le alternative all'incenerimento”.

Con questa iniziativa il Comitato Salute e Ambiente di Parona intende offrire un contributo qualificato alla discussione che riguarda le strategie da attuare in Lomellina e nella nostra provincia per il potenziamento della raccolta differenziata e la razionalizzazione dell’impiantistica di smaltimento e di recupero.

È noto che in provincia di Pavia, fanalino di coda della Lombardia per livelli di raccolta differenziata, diversi Comuni sono di recente passati a sistemi di raccolta “spinta” e molti hanno l’intenzione di farlo: una sfida sia per le Amministrazioni, che si trovano a confrontarsi con problematiche operative e di costi, sia per gli Enti Gestori, che devono adeguare i propri servizi e la propria infrastruttura alle nuove esigenze.

D’altra parte, il nostro territorio è caratterizzato da significativa presenza di impianti di incenerimento la cui capacità totale di smaltimento eccede ampiamente il fabbisogno locale e si inquadra in un più ampio scenario di sovradimensionamento presente a livello regionale; una situazione che a nostro avviso dovrebbe indurre a valutare seriamente l’ipotesi di una graduale riconversione degli impianti, anziché la prospettiva di un loro consolidamento “sine die” (Parona) o di un loro ampliamento (Corteolona).

Non dimentichiamo, infine, che a seguito del rilascio del nuovo Programma Regionale di Gestione Rifiuti anche la Provincia di Pavia è chiamata a revisionare il proprio Piano Provinciale, definendo gli indirizzi e le strategie in materia di rifiuti dei prossimi anni.

In tale contesto ci è parsa utile e interessante l’opportunità di poter ascoltare le riflessioni di uno dei maggiori esperti internazionali in materia di tecniche di raccolta e trattamento dei rifiuti e della normativa di settore nazionale e comunitaria.

Il Dott. Favoino è docente e ricercatore presso la Scuola Agraria del Parco di Monza dove coordina il Gruppo di studio per il Compostaggio e la Gestione Sostenibile dei Rifiuti, un centro di ricerca all’avanguardia che ha fornito supporto a numerose istituzioni governative ed enti locali italiani ed esteri nell’implementazione di sistemi per la gestione dei rifiuti.

Dal 2013 presiede il Comitato Scientifico di Zero Waste Europe, branca europea del citato movimento “Rifiuti Zero”.

L’apporto che cittadini e pubblici amministratori possono attendersi da questa serata è duplice.

Da una parte verranno illustrati dal Dott. Favoino i fondamenti teorici del modello “Rifiuti Zero”, la strategia di gestione dei rifiuti che si propone di riprogettare la vita ciclica dei rifiuti considerati non come scarti ma come risorse da riutilizzare e di diminuire sensibilmente il ricorso alla discarica e all’incenerimento.

Dall’altra si potrà attingere alla vasta esperienza professionale del relatore maturata a livello nazionale e internazionale per approfondire con esempi concreti gli aspetti tecnici, normativi ed economici della raccolta differenziata e del trattamento dei rifiuti e per conoscere lo state dell’arte e le prospettive future in merito alla riconversione degli impianti di incenerimento.

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giovedì 26 giugno 2014

Lettera del dr Molina - agronomo - su superstrada

Gentile Direttore
Intervengo su stimolo dell'intervento dell'ingegner Castoldi del Comitato Pro-Tangenziale di Abbiategrasso pubblicato su "l'informatore vigevanese" di ieri (giovedì 12 giugno 2014)
Credo sia oggi necessario superare la contrapposizione tra SI e NO alle "grandi opere" se si vuole dare una possibilità concreta di "salute" al nostro Territorio.
E credo che la difesa del suolo agricolo e naturale, sia diventata la priorità di questa nazione, perché solo gestendo bene questa risorsa potrà prosperare.
Nello specifico nessuno nega la necessità di collegamento tra Vigevano (e il Piemonte) ed Abbiategrasso (con Milano e la Lombardia), soprattutto in un'ottica di sviluppo metropolitano.
Magari possono esserci dubbi legittimi sul collegamento a Malpensa, sia perché di Malpensa è rimasto poco, sia perché il punto critico resta il superamento del Ticino e di Abbiategrasso.
Ma il problema è comunque il COME realizzare un nuovo collegamento.
Il progetto attuale prevede il passaggio della città di Abbiategrasso a sud-est con un'opera ingegneristica, magari apprezzabile, ma inutilmente devastante: prevede 6 cavalcavia su opere storiche come il naviglio grande sui rami di Abbiategrasso e Bereguardo, sulla ferrovia Milano Mortara e sulle strade esistenti con relativi svincoli fino ad approdare sulla SP 114 per Baggio. Totali quasi 10 Km di tangenziale per 22 m di larghezza, oltre 3-4 ha occupati da svincoli ed accessori (che comunque fa già 25 ha).
Ciò a prescindere dalla riqualificazione dei circa 3,5 km di attraversamento dell'abitato che la 494 percorrere in Abbiategrasso con buona pace dei suoi abitanti.
La soluzione migliore è proprio riqualificare l'attraversamento dell'abitato con il superamento dei nodi mediante opere a più livelli, soluzione sicuramente più difficile, più complessa da gestire, che richiede più creatività e meno rigore ingegneristico, ma sicuramente fattibile, come dimostrato da numerose opere nei dintorni delle capitali europee.
Magari costerebbe di più per la delicatezza degli interventi, ma sono invece convinto possa costare meno, in quanto si tratterebbe comunque di un terzo della "quantità" di asfalto, cemento impiegati e di 25 ha di suolo agricolo NON asfaltato oltre a circa 100 ha lasciati integri e produttivi invece che frammentati (con i relativi costi di esproprio e indennizzo conseguenti).
Ma esiste anche una terza soluzione, più semplice, meno costosa e meno impattante: superare Abbiategrasso sul lato ovest, ricongiungendosi alla esistente circonvallazione alla rotonda di via Novara. Un tracciato di 4 km, che richiede solo lo scavalco della ferrovia a sud (già previsto in vista del raddoppio ferroviario) e lo scavalco del canale scolmatore, opera che non richiede cavalcavia, ma semmai potrebbe essere completata dando continuità ciclopedonale e di servizio all'alzaia dello stesso con una passerella sopra la nuova tangenziale.
Anche calcolati senza ottimismo i costi si ridurrebbero del 70% (4 Km contro 10 - un ponte a raso contro 5 cavalcavia e svincoli relativi, pochi espropri...).
I soldi risparmiati, oltre a farci star dentro le indicazioni di taglio dell'ANAS, potrebbero essere impiegati sia per riqualificare la 494 in Abbiategrasso (in particolare con una rotonda alla intersezione con la SP 596) sia per dare un contributo ambientale reale, con la mitigazione del nuovo tracciato verso il Ticino e l'abitato, e la creazione di un sistema ciclopedonale che colleghi la Città di Abbiategrasso con la Valle del Ticino anche lungo lo scolmatore.
Fantascienza? No. Solo buon senso e volontà di guardare oltre il proprio punto di vista.
Se il punto di vista è solo la grandezza dell'opera e prescinde dal territorio su cui si colloca ha ragione Castoldi. Così come aveva ragione chi progettò la diga del Vajont. La diga mica è crollata.
Chiedo perdono alle vittime, perché il paragone ha una scala di danno comunque molto meno scellerata, ma proprio in onore della loro memoria, per imparare dai tragici errori del passato, non possiamo continuare a progettare opere che, per un fine anche nobile, se ne infischiano del territorio su cui si pongono. Negare che serva un collegamento efficace e sicuro di Vigevano con Milano è come negare che serve energia idroelettrica pulita e non inquinante. Ma costruire una diga (o una strada) perché sicura ed efficace dimenticandosi di DOVE è costruita è errore ancor più grave.
Una strada mal progettata crea un danno che è ridicolo valutare solo in termini di superficie sottratta. Se, ad esempio, volessimo fare la tangenziale sopra la BCS credo che Castoldi non direbbe "basta parlare di sottrazione di suoli industriali!" eppure in termini quantitativi, seguendo il suo schema di calcolo, si tratterebbe di una percentuale risibile del suolo ad uso industriale del territorio. Ma il danno che subisce un'azienda agricola attraversata da un'opera viabilistica NON è la quantità sottratta, ma la quantità rovinata: per le difficoltà di lavorazione, per i maggiori spostamenti necessari a raggiungere i campi, per le opere necessarie a difesa delle colture, per il danno paesaggistico, per l'interferenza con la rete irrigua, per i rifiuti persi dai camion della spazzatura che il contadino si porta a casa con il raccolto…

Dobbiamo continuare a rivendicare la Difesa del suolo: in realtà abbiamo iniziato già in ritardo!


Cordialità rurale
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Giovanni Molina
Dottore Agronomo

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